La Sainte-Chapelle è un’esperienza speciale, assolutamente da non perdere e tra le poche che consiglio senza se e senza ma. E’ uno dei pochi posti che mi hanno emozionato in maniera profonda, che mi hanno provocato una reazione fisica. Ogni volta che ci sono andato ho davvero sentito dentro di me di essere in un posto speciale, e la mia mente reagiva rilasciando adrenalina? Endorfina? Sicuramente qualcosa che ti fa stare bene, ma ti inquieta per quanto ti fa reagire.
Ecco la lista completa di posti che mi hanno fatto lo stesso effetto:
- Machu Picchu
- Angkor Wat
- Petra
Finita la lista.
Ma vediamo meglio come avviene la visita, che cosa vedrete, qualche consiglio.
La visita alla Sainte-Chapelle
La Sainte-Chapelle si trova nel cuore di Parigi, la Île de la Cité, la piccola isola in mezzo alla Senna che è stata la primissima location della città e contiene anche Notre Dame. La visita inzia entrando nell’enorme Palazzo di Giustizia, che è stata la reggia di Luigi IX nel 1200. Nel cortile del palazzo si erge la cappella, con le sue guglie e le arcate gotiche.
Il piano terra è occupato da una cappella dal soffitto più basso, in penombra, che rappresenta il mondo terreno. Tutte le pareti sono decorate e dipinte con motivi floreali, elementi dorati e un soffitto blu punteggiato di stelle. Poi si salgono delle scale a chiocciola e si passa al piano superiore, e si passa da un edificio religioso bellissimo e normale a un posto magico.
Come il piano inferiore, tutto il piano è una unica enorma stanza, ma adesso le volte del soffitto sono altissime e sembrano creare uno spazio infinito. Le mura sembrano sparire per lasciare spazio alla luce e al colore: quasi tutta la superficie è occupata da immense vetrate colorate, decorate e dipinte.
Prima vedi le distese di blu e di rosso brillanti, che sono i colori principali delle vetrate. Poi inizi a notare i milioni di dettagli: le vetrate non sono solo colorate, ma rappresentano decide e decine di scene del Vangelo e dei testi sacri. Al blu e al rosso si aggiunge il verde, il marrone, l’oro e tutti gli altri colori possibili. Ci sono grandi pannelli con scene importanti e poi riquadri ed elementi più piccoli, e poi decorazioni ancora più minute, in un turbinio di forme e colori incredibilmente complesso. Ma ogni elemento, dal più piccolo al più grande, è in perfetta armonia con gli elementi intorno, e poi con gli elementi simili e con tutte le altre vetrate. Le sottili colonne che sostengono la volta sono decorate con statue e il soffitto è un altro cielo stellato.
Ogni centimetro della Sainte-Chapelle è ricoperto di simboli, di storie, di significati. Le raffigurazioni sono le scene bibliche, ma anche tutti gli elementi decorativi hanno dei significati precisi, che richiederebbero diverse ore per essere spiegati tutti
La luce che entra dalle enormi vetrate crea dei giochi di colore semplicemente incredibili. Stupiscono anche noi nel 21° secolo, non riesco a immaginare che impressione potevano dare ai visiatori di tanti secoli fa. Per loro deve essere stato veramente un luogo miracoloso, una manifestazione della loro fede.
Cosa rende speciale la Sainte-Chapelle
Perché la Sainte-Chapelle è qualcosa di speciale rispetto a tutti gli edifici religiosi che ho visto?
Forse è il posto che più di tutti mi ha fatto sentire che lì c’era qualcosa di sacro, di magico, di eccezionale. E dico questo da agnostico, che quindi non “crede” a queste cose.
Tante chiese provano a fare lo stesso, ma non hanno lo stesso effetto. Forse perché le chiese di solito sono il risultato di un accumularsi di arte, simboli, immagini. Vengono costruite nel corso dei secoli, modificate, abbellite, ricostruite, rifatte, mentre la Sainte-Chapelle era un unico progetto unitario e perfetto.
Ma la differenza è ancora più profonda: le chiese sono edifici che contengono elementi sacri e artistici, mentre la Sainte-Chapelle sembra un insieme di simboli e di messaggi che fanno sparire l’edificio che li contiene, e l’effetto finale è quella sensazione di magia e meraviglia.
Consigli per una visita alla Sainte-Chapelle a Parigi
La Sainte-Chapelle merita una visita organizzata nella maniera migliore possibile, altrimenti l’effetto potrebbe essere sprecato.
Punto primo: accettare il costo del biglietto: per noi europei è di 16 euro a testa, che sono circa quanto costa andare al Louvre… Non è poco ma la considero un sacrificio accettabile.
Quando andare? Sicuramente il mattino prima delle 10: i grandi gruppi devono ancora partire e potete entrare rapidamente, senza fare tanta fila. Anche durante la visita il minor numero di persone vi permette di godervi meglio il momento, la cappella è grande ma non si presta molto alla contemplazione se ci sono centinaia di altre persone che si spostano di qua e di là. Abbiamo visto che già verso le 11 la fila per entrare si allunga molto fuori dalle porte, e più tardi le cose possono solo peggiorare.
Attenzione: controllate il meteo prima di andare. Una visita ha senso solo se c’è il sole, così potete ammirare le vetrate in tutto il loro splendore. Se la giornata è coperta o piove vi consiglio di rimandare e andare altrove.
E infine: non pensate tanto alle foto. La Sainte-Chapelle è uno di quei posti che bisogna vedere di persona, perché le vetrate non si prestano molto a farsi fotografare. La luce tende a mettere in crisi le fotocamere dei cellulari, e le foto che abbiamo fatto non riescono a riprodurre quello che abbiamo visto. Piuttosto che dannarsi per cercare di ottenere qualche buona foto meglio godersi il momento e riempirsi gli occhi di quello spettacolo.
Le vetrate della Sainte-Chapelle
Le grandi vetrate colorate sono ciò che rende la Sainte-Chapelle assolutamente speciale e unica. Nella nostra ultima visita ho anche approfondito come sono state costruite e questo le rende ancora più incredibili.
Le vetrate sono enormi, ma sono fatte componendo un numero esagerato di piccoli pezzi di diversi colori. I singoli elementi sono stati fatti mescolando i colori al vetro durante la sua fusione. Poi ogni pezzo è stato tagliato nella forma desiderata per la composizione, utilizzando un ferro così caldo da riuscire a tagliare il vetro. I dettagli, come le pieghe dei vestiti e i tratti del viso, venivano dipinti direttamente sul vetro colorato. Infine i pezzi venivano poi montati nella struttura metallica.
Questo mi ha fatto pensare che quelle vetrate, che sono delle opere d’arte assolute e indiscutibili, sono state il risultato del lavoro di tanti artigiani che hanno lavorato su piccoli componenti e con tecniche molto basiche. Poi i contributi di tanti sono stati uniti in figure più grandi, enormi vetrate, e hanno creato una quantità infinita di simboli, rappresentazioni, storie e significati. E’ uno degli esempi più perfetti che ho mai visto di artigianato che diventa arte, di lavoro e tecnica che partono da elementi basici e “banali” per creare qualcosa di speciale.
