Vai al contenuto

Visitare castelli in Irlanda guidati da un cane

In questo viaggio non abbiamo solo ripercorso la nostra vecchia avventura di tanti anni fa. Ogni tanto abbiamo anche deciso di deviare dal passato com quando abbiamo deciso di saltare una delle esperienze più classiche di un viaggio in Irlanda: le Cliffs of Moher. 

Quindi ci siamo trovati con un pomeriggio da riempire, in una zona di cui non sapevamo nulla. Abbiamo risolto con qualche ricerca e un grosso aiuto da parte di Gemini, che ci ha dato ottime indicazioni. Ma l’esperienza migliore l’abbiamo trovata con un metodo vecchia scuola: perlustrare le Google Maps della zona, cliccare sui pallini interessanti e guardare foto e recensioni in cerca si qualcosa che ci poteva piacere.

Ho visto un bel castello e ho letto delle recensioni molto particolari, per cui ho fatto qualche ricerca. Dicono che si trova all’interno di un terreno privato, ma non è un problema: basta chiedere al proprietario, che è molto gentile e ti da le chiavi e le indicazioni. E’ un contadino ed è spesso fuori a lavorare sui campi: come trovarlo? Anche qui le recensioni danno le risposte: bisogna andare a casa sua, che è anche un B&B, e lì ci verrà incontro il suo cane Buddy, che ha il numero di telefono sulla targhetta del collare. Ho deciso che dovevamo assolutamente vedere quel castello.

Quando siamo arrivati non abbiamo visto nessuno in giro. Ho guardato qua e là, ho suonato un campanello, e stavo per perdere le speranze. E poi eccolo arrivare: Buddy! Si è avvicinato tutto festoso e felice, e dopo un paio di carezze si è fermato in posa, così ho potuto prendere la medaglietta per vedere il numero di telefono. Lui è rimasto immobile fino a che ho copiato il numero sul cellulare: sapeva benissimo come funzionavano le cose. Mi ha risposto un gioviale signore irlandese, che mi ha detto che sarebbe arrivato in pochi minuti. Abbiamo aspettato con un Buddy sempre più impaziente, fino a che ho visto un uomo a torso nudo guidare a tutta velocità un mezzo a metà strada tra quad e trattore, con un carrettino dietro. Ci ha salutato, ci ha spiegato come arrivare al castello, e ci ha dato le chiavi per entrare: adesso avevo in mano le chiavi di un castello.

Ci ha detto che forse Buddy non ci avrebbe accompagnato, perché per lui faceva molto caldo, e quel giorno aveva già fatto il giro due volte. Perché quello è il bello di questa visita: la tua guida è Buddy, che accompagna i visitatori fino al castello. E infatti non c’era caldo o stanchezza che potessero fermarlo, lui era già al cancello che ci guardava, impaziente di partire. Abbiamo fatto una bella camminata in mezzo ai campi, su un facile sentiero, superando diversi cancelli per le pecore. Abbiamo passato grandi distese di erba verde, e poi un bel boschetto fresco, sempre con Buddy che ci precedeva di qualche metro e ci aspettava ad ogni cancello per farsi aprire il passaggio. Finalmente abbiamo intravisto la cima della torre da dietro gli alberi, e poi in fondo al bosco un grande prato dominato dalla sagoma massiccia del castello.

Era fatto da una grande torre quadrata, con un poderoso muro di cinta intorno. Il sentiero finiva davanti ad un grande portale con posto di guardia, chiuso da un cancello di ferro: era il momento di usare la chiave che ci era stata data. Siamo entrati nel cortile del castello, con l’erba perfettamente tagliata e curata. Un breve sentiero di pietre lisce portava fino al portone della torre. Appena abbiamo aperto Buddy è scattato avanti ed è sparito nella penombra con la sicurezza di un esperto. Noi, che entravamo per la prima, abbiamo fatto le cose con calma. Il piano terra era una grande stanza mezza diroccata, ma poi una scalinata in pietra a spirale saliva verso l’alto. Siamo saliti lentamente, scoprendo dettagli interessanti ogni pochi passi. C’erano feritoie che si aprivano all’esterno, elementi in pietra sui muri e sulle porte, aperture e passaggi ad ogni livello. Il secondo piano era una grande stanza con dei camini, e delle finestre piccole ma eleganti finestrelle su ogni lato. Il soffitto era in legno e non c’era più, quindi si vedeva anche il piano superiore, che erano ancora stanze nobiliari. Abbiamo ritrovato Buddy, che aveva trovato la sua massima felicità: adora leccare le pietre del castello, in particolare quelle di una piccola feritoia sul piccolo corridoio del secondo piano. Lo abbiamo trovato con la testa infilata nell’apertura del muro, a leccare beato le pietre tutto intorno e a sbavare in ogni direzione.

Lo abbiamo lasciato a divertirsi e siamo saliti ancora per altri due piani, fino ad arrivare alla terrazza di osservazione in cima. Era una torre altissima e potevamo vedere tutta la zona intorno, fino a molto lontano. C’era il bosco da cui eravamo arrivati, c’erano campi infiniti, che salivano su alcune dolci e basse colline. C’erano altre rovine intorno al castello, che punteggiavano i campi. Non si vedevano molte case e segni di modernità, quindi poteva sembrare di tornare a secoli passati e fare da vedetta nei territori del feudo.

Quando siamo scesi abbiamo trovato Buddy dove lo avevamo lasciato, con la testa ormai coperta di saliva. Ha ignorato i nostri primi richiami, ma a un ultimo “Come on, Buddy, let’s go” di Alessia, ha capito che era ora di uscire. Abbiamo girato tutto il cortile interno delle mura, e fatto alcune bellissime foto, mentre Buddy ha continuato a leccare alcune pietre che evidentemente gli piacevano tantissimo. Alla fine siamo usciti, abbiamo chiuso il cancello e Buddy ha perso interesse per il castello: era ora di accompagnarci alla fattoria. Siamo tornati per la stessa strada, sempre con il cane in testa, anche se ora era più lento e ansimante. Quando siamo arrivati lo abbiamo portato a bere dalla sua ciotola, e abbiamo lasciato le chiavi dove ci avevano indicato.

Dopo le ultime coccole di ringraziamento abbiamo lasciato Buddy a riposare all’ombra e siamo partiti verso nuove avventure. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *