Sono su un aereo diretto a Parigi e cerco di scrivere di questo nuovo e strano viaggio che abbiamo iniziato. Un viaggio che si svolge sia all’esterno, a livello geografico, che all’interno, a livello mentale. Ci stiamo spostando dall’Italia alla Francia, e stiamo anche viaggiando nei ricordi del passato.
Torno a Parigi per la quarta volta. E’ una delle destinazioni cui torno più spesso: è vicina, è comoda, ed è meravigliosa. Non ci sono molte città che offrono così tanto nello stesso posto. Monumenti meravigliosi, musei ricchissimi, cibo interessante, e un’atmosfera affascinante. Interi quartieri da esplorare, così tante possibilità che puoi girare senza stancarti per settimane. Oppure tornare più e più volte senza annoiarti. Se non ci fossero i parigini sarebbe perfetta.
Sarà la mia quarta visita a Parigi e ogni volta sono una persona diversa, la vedo con occhi diversi, la esploro in modo diverso.
Prima volta: anno 2000, 18 anni
La prima volta era l’anno 2000, avevo solo 18 anni, avevo appena fatto la maturità, e prima ancora di sapere il voto io e il mio migliore amico siamo saliti su un treno notturno che ci ha scaricato a Parigi alle sei del mattino. Sulle spalle avevamo uno zaino riempito in modo molto casuale, nessuno dei due era esperto di viaggi e di bagagli. Avevamo le poche informazioni che eravamo riusciti a trovare. Internet era ai suoi primi passi, i cellulari servivano solo per telefonare e mandare gli SMS, potevamo contare solo su un inglese approssimativo. Non c’erano neppure gli euro, ma dovevamo anche ragionare con le lire e i franchi: era proprio un’altra epoca.
Parigi è stata la prima grande capitale che ho visto. Non ero stato neppure a Roma, ero stato pochissimo all’estero, ed era la prima volta che viaggiavo così lontano senza i miei genitori e senza qualcosa di organizzato. Mi è sembrato di entrare in un altro mondo, senza i soliti punti di riferimento: parlavano un’altra lingua, usavano altre monete, si spostavano in metropolitana, era tutto diverso dal mio paesetto di 2000 abitanti!
Era la prima tappa del nostro Interrail, il nostro primo viaggio da soli, senza meta e senza rete di sicurezza. Abbiamo dormito nel primo ostello che abbiamo trovato, abbiamo imparato a muoverci in metropolitana, ci siamo orientati con una mappa cartacea, abbiamo inventato che fare giorno dopo giorno. E dopo pochi giorni siamo ripartiti con un nuovo treno.
Seconda volta: anno 2003, 21 anni
La seconda volta che sono andato a Parigi era il 2003, ero uno studente universitario e stavo facendo il primo viaggio all’estero con la mia ragazza. Lei non era mai uscita dall’Italia e non aveva mai preso un aereo, io ero quello con l’esperienza, quindi toccava a me fare da guida.
Parigi ci è sembrata magica: eravamo giovani, eravamo innamorati, stavamo vivendo insieme tutto il giorno in una vacanza che ci sembrava esotica e avventurosa. Dicono tutti che Parigi è una città romantica: questo viaggio ci ha mostrato che a volte i luoghi comuni funzionano. Passeggiare mano nella mano per i boulevard, riposare seduti vicini all’ombra dei parchi, esplorare insieme mille vie e mille angoli di una bella città. Sono stati giorni bellissimi dove tutto sembrava perfetto e tutto era bellissimo.
Ho portato la mia ragazza a vedere quello che ricordavo del mio primo viaggio, e poi tanto altro ancora. Siamo stati a Notre Dame a guardare i gargoyle, abbiamo visitato il Louvre e gli altri musei per la sua passione per l’arte e la pittura, siamo anche andati a fare esperimenti alla Città della Scienza. Abbiamo dormito in alberghetti sgangherati dalle parti di Belleville e anche lei ha imparato a muoversi con la metro.
Siamo stati pochi giorni ma avevamo fatto attente ricerche: volevo fare meglio della mia prima visita, Internet era piena di informazioni utili, avevamo pagine e pagine di appunti stampati. E’ stata un’esperienza così bella che forse ha fatto nascere il primo seme della nostra passione per i viaggi.
Terza volta: anno 2012, 30 anni
La terza volta che sono stato a Parigi, se possibile, è stato ancora più speciale delle altre due. Correva l’anno 2012 e io e la mia ragazza (la stessa dell’altra volta) abbiamo deciso di tornare per festeggiare il nostro decimo anniversario. Avevamo iniziato a lavorare, avevamo comprato casa ed eravamo andati a vivere insieme, avevamo mille progetti per il futuro.
Parigi ci ha conquistato di nuovo: la città era bella come la ricordavamo, noi eravamo ancora giovani e innamorati. La città era inondata dal sole di agosto, ma si stava bene. Dormivamo in un micro-appartamento a pochi passi da Notre Dame e affittato da una coppia di conoscenti italiani. Dalla finestra vedevamo la città e la chiesa, scendevamo in strada ed eravamo nel quartiere latino. Siamo tornati in tanti posti che avevamo visto la prima volta, e altri ancora, seguendo i consigli dei proprietari, che erano stati a Parigi decine di volte ed erano pieni di suggerimenti. Ci sentivamo quasi degli esperti, girando per la città senza la meraviglia della prima volta, ma con il piacere di tornare in un posto che ami.
Sono stati giorni magici, perfetti. E per tutto il tempo sentivo un peso in una tasca nascosta del portafoglio. Il penultimo giorno ho trovato il momento giusto per tirare fuori la mia sorpresa, e Alessia è tornata a casa con un nuovo anello speciale.
Quarta volta: anno 2026, 44 anni
Come sarò io, e come sarà Parigi, in questo quarto viaggio?
Ho la bellezza di 45 anni, potrei essere il padre dei Carlo delle prime visite. E’ cambiato tutto: come sono, come la penso, come viaggio. Sono un libero professionista, sposato, e viaggio più che posso insieme a mia moglie.
Questa non è più la grande avventura di una volta, ma un tranquillo intervallo tra viaggi più impegnativi. Vedo Parigi come un posto familiare, di cui ho tanti ricordi. Spero che andando nei luoghi che hanno creato quei ricordi, torneranno in superficie belli e splendenti come erano tempo fa, prima di essere spinti lentamente sullo sfondo da nuovi avvenimenti e nuove avventure.
Non abbiamo fatto tante ricerche, ma ci affidiamo ai vecchi ricordi e ai vecchi preparativi, e per il resto improvvisiamo. Non ci sono programmi precisi o punti fissi, ma ci faremo guidare dall’ispirazione.
Sono passati tanti anni dalla nostra ultima visita, e più di 25 anni dalla prima. Parigi sarà ancora il luogo magico che sembrava nel passato? Sembrerà diversa perché è cambiata, o perché sono cambiato io? La ameremo ancora come l’abbiamo amata nel passato e nei nostri ricordi?

Parigi é sempre magica e sorprendente per la sua bellezza e vivacità. Tutte le volte che ci andrai riuscirai a vederla con un volto nuovo perché la guardi con gli occhi del cuore e soprattutto non sei un turista, ma un viaggiatore dell’anima