Ogni viaggio è una lotta tra due tendenze opposte: da una parte il buon proposito di prendere le cose con calma, gustarsi ogni momento, viaggiare lenti, vivere le giornate senza stress. Dall’altra la tentazione di correre ogni giorno, cercare di vedere il più possibile, riempire ogni ora di luce. Anche dopo tanti viaggi e avventure continuiamo a essere presi in questa lotta, sempre con la voglia di passare alla meraviglia successiva, sempre a ricordarci che l’esperienza è migliore se non corriamo.
Con il tempo abbiamo provato trucchi e strategie che ci aiutano a viaggiare come vogliamo. Puoi dirti quanto vuoi di fare una certa cosa, ma è più efficace applicare dei metodi che ti spingono a certi comportamenti o che limitano le tue opzioni, in modo che sei “incoraggiato” a fare le cose in un certo modo.
In inglese si chiamano “nudge”, spintarelle: piccoli accorgimento a basso costo che influenzano il comportamento senza restringere le scelte. Esempi di nudge: usare piccoli piatti per mangiare di meno, stampare delle orme per terra per incoraggiare ad andare in una certa direzione, nascondere i dolci e mettere in evidenza la frutta per mangiare più sano.
Ecco i nudge che ci siamo inventati durante i nostri viaggi.
Godersi i singoli posti/monumenti/capolavori con un’attività artistica
Questo è il consiglio migliore che posso dare, anche se non è per tutti. Non è neanche un consiglio mio, lo ho letto in un libro: “L’arte di viaggiare” di Alain de Botton. Alain è una specie di filosofo/pensatore, e il libro è una raccolta di riflessioni, pensieri, suggerimenti sul viaggiare. Quello che consiglia, e che consiglio anche io, serve a evitare la tendenza a passare rapidamente da un posto all’altro, un monumento all’altro, sempre alla ricerca della scoperta successiva.
Come fare? “Costringiti” a passare più tempo a osservare o vivere un certo posto, o un panorama, un’opera d’arte. Lo puoi fare se ti impegni ad analizzarlo a lungo, e puoi farlo in tanti modi. Alessia lo fa dipingendo, infatti viaggia con lo zainetto pieno di blocco di fogli, matite, acquerelli. Quando vede qualcosa che le piace tanto cerca un angolino tranquillo e si mette a creare una sua opera d’arte. In questo modo può passare tanto tempo sulla stessa esperienza, viverla appieno, notare tanti piccoli particolari che sfuggono in un’esperienza superficiale, e anche godersi come cambia l’esperienza al cambiare del tempo, della luce, del momento. Io cerco di fare lo stesso scrivendo: mi metto accanto a lei e cerco di farmi ispirare dal paesaggio o dal posto in cui ci troviamo. A volte scrivo proprio di quello che ho davanti, a volte di quello che mi è venuto in mente o su idee che ho avuto in viaggio. E’ una modalità meno immersiva di quella di Alessia, ma almeno rimango nello stesso posto, posso sempre alzare gli occhi e “tornare” nel momento presente e dove ci troviamo.
Godersi posti e momenti con la fotografia di viaggio
Se non sei artista e non ti piace scrivere, un altro modo per ottenere lo stesso effetto è la fotografia di viaggio. Non intendo quella che fanno tutti: arrivare, fare due o tre foto con il cellulare, ripartire per il posto successivo. L’obiettivo è rimanere concentrati su un solo soggetto per più tempo. Fare delle belle fotografie è meno semplice di quello sembra, richiede impegno, tanti tentativi, e se vuoi fare sul serio anche tanto studio e attrezzatura dedicata.
Ma puoi fare una via di mezzo: usa il cellulare o una macchina fotografica “normale”, ma impegnati lo stesso per ottenere foto originali, con una bella composizione, con la luce giusta, con particolari interessanti… Basta mettersi in quest’ottica ed ecco che una tappa di un minuto potrebbe impegnarti per un’ora, e alla fine scopri un sacco di cose che ti saresti perso se non avessi seguito questo consiglio.
Leggere cosa hanno scritto i grandi su quello che vedi
Mancano le competenze (o la voglia) di cercare di creare delle foto speciali? Ecco un ultimo consiglio, che voglio cercare di applicare meglio nei prossimi viaggi: leggere quello che scrittori e pensatori più bravi di noi hanno scritto su quello che stiamo vedendo.
Sei davanti a un monumento? Puoi cercare se è stato parte di qualche romanzo, o la sua storia e che eventi ha attraversato.
Sei davanti a un quadro? Vediamo cosa ne dicono gli esperti di arte, e spesso anche scrittori e poeti hanno scritto di cosa pensavano e di cosa provavano davanti a certe opere.
Sei davanti a un paesaggio bellissimo? Magari qualche poeta ne ha scritto nelle sue poesie. Oppure possiamo andare per approssimazione: ad esempio davanti a una scogliera con il mare mosso possiamo cercare poesie o delle pagine scritte su questo tipo di soggetti.
Una volta fare qualcosa del genere richiedeva cultura generale e tanta memoria, o dovevi perdere tanto tempo a cercare in internet le risposte giuste. Adesso abbiamo le A.I. che possono darci delle risposte in pochi secondi. Magari non sempre danno risposte perfette, ma in questo caso anche “abbastanza buone” può bastare.
Prenotare più notti nello stesso posto
Quando abbiamo fatto i primi viaggi in auto la tentazione era sempre quella di “ottimizzare” il percorso, e lo facevamo dormendo ogni notte in un posto nuovo lungo il percorso. Così la strada fatta per vedere le tappe della giornata ci portava anche avanti nel percorso generale. Alla fine l’ultima tappa ci riportava al punto di partenza, a consegnare la macchina o a tornare a casa.
Ma questo modo di spostarsi ti lascia sempre in movimento: ogni sera devi fare check-in e aprire gli zaini, ogni mattina devi richiudere tutto ed essere pronto a ripartire. Ecco perché ora cerchiamo di rimanere più notti in un posto “centrale”, da cui possiamo raggiungere tanti posti interessanti. Così per qualche giorno abbiamo un posto fisso a cui tornare, possiamo rilassarci e approfondire una certa zona, e risparmiamo anche un bel po’ di tempo: niente bagagli da fare, sappiamo già cosa c’è intorno, dove mangiare, dove andare a bere qualcosa se ne abbiamo voglia, e così via.
Dormire in posti che incoraggiano il restare fermi
Un consiglio collegato a quello sopra, ma leggermente diverso nel suo scopo. Cosa vuol dire “posti che incoraggiano a stare fermi”? Sono B&B, case private, ostelli dove puoi stare bene anche se non vai in giro a fare cose e vedere cose.
Qualche esempio? Un bel panorama che si vede fuori dalla finestra, aree comuni comode dove puoi passare del tempo e fare le tue attività, o almeno un pub o un bar molto vicino dove puoi andare a rilassarti.
Nel nostro ultimo viaggio in Irlanda abbiamo prenotato qualche notte in un B&B con una grande area comune con tavolo, due divani ed enormi vetrate che mostravano mare, spiaggia, colline, prati verdi e pecore. Abbiamo passato più tempo lì dentro che a esplorare la zona, si stava benissimo anche se non uscivamo, soprattutto nei momenti in cui il vento soffiava forte e scendeva una pioggia sottile ma fittissima.

Portarsi dietro degli hobby “da viaggio”
Quando sei in viaggio è difficile fermarsi se non hai una buona alternativa. Se rinunci a fare qualche giro e a vedere alcune cose non lo fai per stare in camera a guardare la televisione, o per fissare il muro in attesa della cena. Fermarsi e rallentare funziona se hai qualcosa a cui dedicarti che può darti soddisfazione.
Noi abbiamo trovato rispettivamente la pittura e la scrittura ma ci sono tante altre possibilità, ognuno ha i suoi hobby e le sue preferenze su come passare il tempo.
Una opzione che va bene in ogni situazione è la lettura: puoi leggere ovunque ti trovi (in spiaggia, in montagna, nel caffè di una grande città, in un parco…), e anche se puoi leggere ovunque è meglio farlo in un posto bello e interessante.
Un’altra alternativa è darti al travel journaling, fare un diario di viaggio di quello che stai vivendo. Possono essere solo poche righe di pensieri, o una raccolta di biglietti, piccoli ricordi e altro da incollare su un quaderno. Così puoi fare un’attività che ti piace in un posto diverso e lontano da casa, e allo stesso tempo rivivere il viaggio che stai facendo in una modalità diversa.
Puoi anche fare attività che normalmente fai a casa, ma in un contesto diverso: meditazione, corsa, yoga, tai chi, o altre forme di esercizio fisico. Correre in una città lontana di permette di esplorarla in modo diverso, fare yoga o meditare in mezzo alla natura ha un effetto diverso che farlo nel tuo soggiorno.
In generale il consiglio è di cercare di portare hobby e passioni anche nei viaggi: l’hobby cambia per il contesto diverso e vivi il posto in cui ti trovi in modo diverso attraverso la tua passione.
Limitare le ricerche delle cose da fare
Questo è un trucco che stiamo ancora cercando di adottare: fare meno ricerche e preparativi per il viaggio. Lasciato a me stesso mi metterei a studiare continuamente per imparare di tutto e di più sui posti dove andiamo, capire quali sono i migliori, segnare tutto sulla mappa, togliere tutte le incertezze possibili. Così hai un sacco di informazioni e di opzioni, ti riempi le giornate cercando di vedere tutto quello che avevi ricercato.
Da adesso in avanti invece cercherò di fare meno ricerche, per limitare le mie opzioni alle esperienze e ai luoghi più importanti e dedicare più tempo ad ognuno, anche a costo di rinunciare a qualcosa.
Come fare? Per eliminare la tentazione userò Gemini per chiedere cosa fare e che cosa vedere. Userò un prompt specifico per noi, ad esempio chiedendo di paesaggi, cose storiche, cibo (!), esperienze particolari, artigianato, niente spiagge, niente vita notturna, niente sport estremi. Ho fatto qualche esperimento e funziona: ottengo una buona risposta, un numero limitato di opzioni pensate per le nostre esigenze.
Attenzione: tutte le cose che scrive la A.I. sono da controllare prima di essere inserite in un programma di viaggio. Sono utilissimi e comodissimi ma spesso prendono ancora delle gran cantonate
Spero che questi consigli metteranno la pulce all’orecchio a qualche lettore, che magari rallenterà e vivrà il viaggio in modo diverso dal solito. Se vi succede, o se vi è successo, lasciatemi un commento qui sotto.
