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Cercare di vedere le montagne dell’Himalaya in Nepal (e fallire)

Il Nepal è famoso per molte cose: le montagne, migliaia di anni di storia, le montagne, una ricca cultura, le montagne, i templi buddisti, le montagne… Insomma, le montagne sono una parte molto importante di un Paese piccolo e che è piazzato nel bel mezzo della catena dell’Himalaya. 

Quindi, quando lo abbiamo esplorato per un paio di settimane, abbiamo sentito una montante frustrazione. A parte un solo giorno (sfruttato al massimo), per noi le montagne nepalesi erano sempre rimaste nascoste dietro le nuvole e la foschia. Dopo 3-4 giorni a Kathmandu non c’erano segni di miglioramento, e ormai il tempo era agli sgoccioli.

Alessia, disperata, ha insistito per avventurarsi fino a un villaggio della valle di Kathmandu, famoso per le sue spettacolari vedute della catena himalayana.

Ecco com’è andata la nostra caccia alle montagne. 

SPOILER: è andata male.

Da Kathmandu a Sarangkot con mezzi di fortuna

Il villaggio dove volevamo andare è Sarangkot, e il modo più semplice di raggiungerlo da Kathmandu è noleggiando un’auto con autista. Ma è anche costoso, quindi abbiamo deciso di utilizzare i trasporti pubblici nepalesi.

Cosa vuol dire?

  • Fase 1: andare a un incrocio specifico di Kathmandu, da dove partono gli autobus per Bhaktapur.
  • Fase 2: rendersi conto che gli autobus sono mezzi un po’ improvvisati, sceglierne uno a naso, contrattare il costo del viaggio, salire, e aspettare che si riempia abbastanza da far contenti autista e “controllore”
  • Fase 3: viaggio da Kathmandu a Bhaktapur, fermandosi ogni volta che il controllore vede qualcuno che potrebbe aver voglia di salire, o per altri motivi misteriosi
  • Fase 4: scendere a Bhaktapur e poi andare fino ad un altro incrocio dove partono i bus per Sarangkot, dall’altra parte della città
  • Fase 5: ripetere il la fase 2, senza alcuna idea del tempo che ci vuole per partire
  • Fase 6: il bus si arrampica su per le montagne fino a che non arriva a un gruppetto di case senza alcuna attrattiva particolare. Benvenuti a Sarangkot, ci avete messo solo 6-8 ore.

A quel punto non resta che cercare il vostro albergo. Il villaggio si estende a caso in tutte le direzioni, e gli alberghi sono un po’ dappertutto, per sfruttare i migliori punti panoramici. Potrebbe servire una bella camminata.

Le montagne nepalesi viste da un albergo con vista sull’Himalaya

Finalmente eccoci al nostro albergo, l’Hotel Green Valley. Bello e moderno, per gli standard nepalesi. Freddissimo, perché i nepalesi non credono nell’isolamento termico, e neanche nel tenere le porte chiuse quando fa freddo.

La nostra stanza è una delle migliori: grandissima, con una finestra su un lato e un’enorme porta finestra verso la valle sotto. Da lì, normalmente, si può avere una vista spettacolare di una grande parte della catena dell’Himalaya. Nelle giornate migliori si può vedere anche il monte Everest, che si trova a decine di km di distanza.

Quando ci siamo affacciati alla terrazza, ecco quello che abbiamo visto:

Anche il nostro ultimo, disperato tentativo è fallito. Le montagne ci sono sfuggite ancora.

Sarangkot e le sue (poche) attrattive

Ormai siamo a Sarangkot, e abbiamo del tempo da passare lì. Che fare?
Ci siamo ingegnati, ma non c’è molto da inventarsi. Ci sono un paio di belle passeggiate da fare.

C’è la passeggiata panoramica che gira intorno al paese sul lato della valle, che ha la vista delle montagne. Ovviamente le montagne non si vedevano, ma la passeggiata è bella lo stesso, e ci sono comunque dei bei panorami sulla valle sotto.

E sull’altro lato del paese c’è un’altra passeggiata, che si inoltra nel bosco. Non incontri nessuno, ti immergi nella natura, ed esplori un sentierino che si perde nel verde.

La sera in paese non c’è assolutamente nulla da fare. Siamo rimasti in albergo, che ci era sembrato completamente deserto. Ed era così, se non per una sola altra prenotazione: un gruppo di motociclisti che avrebbero fatto un barbecue e fatto bisboccia quella sera…

E così la notte è stata costellata di musica, canti e schiamazzi vari. Per fortuna, dopo 3 mesi di India, neanche una situazione del genere basta a toglierci il sonno.

Il giorno successivo, dopo una abbondante colazione, siamo tornati a Kathmandu con il percorso inverso: altre 6-8 ore di bus per le stradine e i tornanti nepalesi. Ma le montagne non potranno sfuggirci per sempre: torneremo!

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