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Come sopravvivere a un ritiro di meditazione Vipassana

2 vagabondi in India

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Se state pensando di fare un ritiro di meditazione Vipassana, ci tengo a dirvi una cosa molto importante: sarà una delle cose più difficili che farete. 

Pensavamo di essere pronti un po’ a tutto, ma un’impresa del genere ha difficoltà per tutti. Può essere la sveglia alle 4 del mattino, o la noia, o i dolori persistenti, o la frustrazione, o l’isolamento. 

Per questo ho cercato di raccogliere le idee per i migliori consigli che mi sarebbe piaciuto sapere prima di chiudermi 10 giorni in un centro meditazione nelle campagne indiane.

I ritiri Vipassana non sono per i deboli

Fare un ritiro Vipassana è un’impresa per pochi. E la meditazione potrebbe non essere neanche la parte più difficile (anche se non è una passeggiata).
Ecco alcune delle fatiche che dovrete sopportare:

  • Sveglia a ore impossibili: la mattina la sveglia suona alle 4. Trenta minuti dopo inizia la prima meditazione, e non ci si ferma più. Preparatevi a levatacce ben prima dell’alba. E se il ritiro è durante l’inverno… preparatevi a un gran freddo
  • Obbligo del silenzio: per 10 giorni non potete parlare se non in circostanze molto specifiche, per chiedere spiegazioni o poco altro, e sicuramente non potete parlare con gli altri compagni di corso. Silenzio completo.
  • Isolamento dal mondo: consegnate i telefoni e altri mezzi di comunicazione, non potete parlare con nessuno fuori, né possono contattarvi (ci sono eccezioni per le emergenze).. Per 10 giorni non saprete nulla di quello che avviene fuori dalle mura del centro.
  • Noia: niente cellulare, niente TV, niente libri. Per 10 giorni dovete pensare solo alla meditazione, e quindi vi toglieranno ogni distrazione possibile.
  • Cibo opinabile (e niente cena): mangiate quello che preparano, quanto ne volete, ma solo quello che c’è. Alle 17.30 si fa una merenda, e poi non si mangia fino alla mattina successiva.
  • Effetti mentali imprevedibili: alcuni hanno descritto allucinazioni e altri stati mentali alterati. Non ho provato niente di così interessante (purtroppo), ma qualche giorno potete mettere in conto che vi troverete in stati mentali che non avete provato prima

Come mi sono trovato? 
Svegliarmi presto non è stato un problema, anche se dormivo poco.
Stare in silenzio non è stato un problema, anzi una piacevole novità dopo mesi di conversazioni e scambi con gli indiani.
Rimanere isolato non è stato un problema, eravamo troppo impegnati nella meditazione per pensarci molto.
Non ci siamo annoiati, troppo da fare con la meditazione, volevamo mettercela tutta e fare del nostro meglio.
Il cibo era buono, e in questo siamo stati fortunati. Posso parlare solo del cibo cucinato nella sede di Jaipur, spero sarete altrettanto fortunati.

Penso che questi ritiri Vipassana siano molto faticosi, e queste regole possono sembrare draconiane, ma alla fine ogni divieto e limite ha un motivo preciso, e se arrivate convinti di voler fare bene il corso non avrete problemi a seguire per 10 giorni una routine un po’ “estrema”.

Come prepararti fisicamente a un ritiro Vipassana

Quando vi sentite pronti a seguire la routine monastica di un ritiro Vipassana, è ora di mettersi in forma. Stare seduti per 10 giorni a meditare è più faticoso di quanto pensiate e, se non lo prendete seriamente, rischiate di farvi molto male. Parlo per esperienza.

Schiena

Avete provato a stare seduti a gambe incrociate per una o due ore?
La schiena è la vittima più probabile di queste meditazioni. Se non avete una postura perfetta ogni sessione diventa un vero tormento. 

Più tendete a stare ingobbiti mentre state seduti o un piedi, e più difficile sarà mantenere una posizione per lungo tempo. I muscoli inizieranno a indolenzirsi, e ogni minuto sarà più difficile del precedente.

Che fare? 

Vi consiglio esercizi per rinforzare tutta la muscolatura del core, la zona sotto il petto e sopra il bacino. In quella zona ci sono un sacco di muscoli, che richiedono esercizi molto particolari e che non si fanno in palestra. Ma sono esercizi molto utili, non solo per meditare a lungo, ma anche per limitare tanti problemi alla schiena come le infiammazioni al nervo sciatico.

E vi consiglio anche di fare esercizi specifici per “raddrizzare” la colonna vertebrale, specialmente se fate un lavoro sedentario da scrivania. Quelli come noi tendono a fare la gobba e poi la paghiamo in tanti modi diversi con l’età.

Gambe e glutei

Dopo molta fatica ho trovato il modo di meditare a lungo senza rovinarmi la schiena. Gli esercizi li facevo da prima, per fortuna, eppure è stato un lungo processo di sperimentazione.

A quel punto sorgono altri problemi. Nel mio caso dolori forti da qualche parte del gluteo destro. Non so bene la causa, ma probabilmente è colpa della mia scarsa elasticità dei muscoli delle gambe.
Stare a gambe incrociate va bene per qualche minuto, ma non è una posizione che siamo abituati a mantenere.

Posa da meditazione

Se meditate 5-10-20 minuti al giorno la posizione in cui state non è molto importante. Con un po’ di pratica si può stare un pò come si vuole.

Se volete praticare per 1 o 2 ore, e dovete mantenere la stessa posizione senza muovervi (come vi chiede la Vipassana) allora anche degli errori molto piccoli della postura possono fare molto male.

Che fare? Non c’è una soluzione per unica per tutti, perché ognuno sbaglia a modo suo. Preparatevi ad “ascoltare” il vostro corpo e a fare piccoli cambiamenti. A volte può bastare davvero poco: inclinarsi a destra di 1 centimetro, spostare il peso leggermente, cambiare di pochissimo la posizione di una gamba…

Con il tempo inizierete a percepire quale è la posizione giusta, e il vostro corpo si muoverà automaticamente fino a prendere la posizione ideale.

Come prepararti mentalmente alla meditazione Vipassana

Quando siete pronti a seguire le regole, e il vostro corpo è pronto ai rigori della meditazione, è ora di prepararvi mentalmente.
Un ritiro Vipassana è soprattutto un lavoro intensissimo sulla vostra mente, ed è importante arrivare con l’atteggiamento giusto.

Pronti a 12 ore di pratica?

Ogni giorno passerete quasi tutto il giorno a meditare e praticare tecniche ed esercizi mentali. Ci saranno piccole pause, pause più lunghe per mangiare, fare due passi, e per il resto non avrete tempo per fare altro.

Siate pronti a dedicare ogni momento e ogni pensiero alla meditazione. Come abbiamo visto prima, vi toglieranno ogni distrazione.

Non è tempo sprecato: serve molto tempo e molto allenamento per raggiungere certi risultati, o almeno per fare dei passi avanti. Noi occidentali siamo particolarmente svantaggiati, per come siamo abituati a pensare e a comportarci: non abbiamo la pazienza e ci annoiamo presto.

Non badare ai risultati

Quando si medita è una cosa che vi diranno spesso: concentratevi sulla pratica, non sui risultati. Facile a dirsi, ma molto difficile a farsi. Siamo abituati a fare le cose per ottenere qualcosa, ed è un modo di pensare che dovete abbandonare.

Ogni volta sedetevi sul cuscino e pensate solo a seguire le istruzioni e a fare del vostro meglio momento per momento. Non pensate al futuro, non pensate ai passi da compiere, non controllate per vedere se state migliorando.

Come vi diranno anche al corso, se anticipate il futuro, o se desiderate qualcosa, allora non siete nello stato d’animo giusto e la meditazione non avrà effetto.

Non pensare, provare con la pratica

Un altro concetto importante che vi diranno è: con la Vipassana non conta sapere le cose a livello intellettuale, valgono solo le conoscenze nate dalla pratica, da quello che sentite nella vostra esperienza diretta.

Quindi la cosa migliore che potete fare è non pensare, ascoltare le istruzioni e poi applicare senza stare a farsi tante domante e tante teorie. L’importante è quello che state provando momento per momento: le sensazioni, le emozioni, le risposte del vostro corpo.

Accetta il dolore 

A proposito di sensazioni: preparatevi a sopportare il dolore.
Se non avete una postura perfetta e dei muscoli ben allenati, meditare così a lungo vi porterà tutta una serie di dolori e doloretti più o meno forti.

Quello è proprio il punto: vi insegneranno che le sensazioni negative (e positive) sono la base di partenza della pratica. Quindi è normale che faccia male (fino a un certo punto).

Spero di non avervi convinto che fare un ritiro Vipassana sia una pessima idea. Nonostante tutte le difficoltà di cui vi ho parlato, non rimpiango la nostra decisione di fare un corso di 10 giorni. Abbiamo passato un sacco di momenti difficili, ma sono comunque convinto che ne abbiamo guadagnato molto.

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