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Location perfetta per un’esperienza dublinese

Siamo stati tre volte a Dublino nel corso degli anni e abbiamo girato parecchio per le sue strade, i suoi locali, i suoi parchi, i suoi monumenti. Se dovessi nominare il posto più “dublinese” di tutti, quello che più rappresentava la città, parlerei di Books Upstairs. E’ un negozio di libri in un vecchio edificio vicino al Trinity College, ha diverse stanze piene di libri al piano inferiore, e un caffè al piano di sopra, che è il posto che ci ha fatto innamorare. Siamo andati lì per trovare un angolo tranquillo dove potevo scrivere ma sono rimasto “fregato” perché la loro regola è “no laptops on saturdays”, niente computer il sabato, e ovviamente quel giorno era sabato

Siamo rimasti lo stesso per la bella atmosfera che abbiamo trovato, e non ce ne siamo pentiti affatto. Abbiamo finito per restare più di tre ore e ce ne siamo andati solo a malincuore. Cosa abbiamo fatto per tre ore? 

Cosa abbiamo fatto a Books Upstairs

Quando siamo arrivati la sala era quasi vuota, ci siamo messi comodi a un tavolino e abbiamo ordinato una bella teiera di tè bollente, la cosa più economica che potevamo ordinare. Così ci siamo scaldati dopo aver girato le strade ventose di Dublino, e poi bere il tè in queste situazioni fa molto Irlanda e molto mondo anglosassone.

La nostra posizione vicino alle finestre era l’ideale per rilassarsi e per fare quello che ti immagini di fare nel caffè di una libreria, ma che poi non fai mai. Alessia si è messa a lavorare al suo book di opere artistiche. Io, come ho detto, volevo scrivere ma non potevo usare il pc. Mi sono messo a scrivere appunti e idee nel mio taccuino, pensando a tante cose sul viaggio, la nostra vita, e anche il lavoro che mi aspetta a casa. Intorno a noi potevo osservare cosa facevano le persone agli altri tavolini: alcuni leggevano libri, altri il giornale, altri ancora studiavano lezioni con gli auricolari prendendo appunti, ma c’era anche chi lavorava a maglia o a uncinetto.

Probabilmente mi sarei annoiato a stare fermo così tanto tempo, ma l’atmosfera del posto mi ha conquistato. Cosa lo rendeva così speciale?

La sala da tè del Books Upstairs

Vediamo insieme l’ambiente, la location. Dopo aver salito una vecchia scala di legno scricchiolante entri in una grande sala in stile ottocentesco. Le pareti sono rosa scuro, con delle fasce bianche sopra e sotto, con motivi decorati. Il pavimento è fatto da listoni di legno vecchissimi, spesso leggermente irregolari e resi lisci dal tempo. La stanza è piena di tavolini e di sedie in colore verde smorto o marrone, che si adatta perfettamente al colore delle pareti. Il soffitto è molto alto, su una parete c’è un grande caminetto, anche se adesso è spento. Ma il pezzo forte è il grande bovindo che fa entrare la luce e illumina tutta la stanza. Un bovindo è un’area della stanza o della casa tutta finestrata, con le finestre che “escono” dalla parete e formano una specie di area che sporge. In questa zona spesso vengono messi dei divanetti o delle poltrone, ed è sempre piena di luce che arriva dalle vetrate intorno. A noi i bovindi piacciono tantissimo e quindi abbiamo puntato direttamente uno dei tavolini che si trovavano lì.

Il vantaggio di quella posizione è che c’erano dei divanetti direttamente sotto le finestre e da lì avevo una vista completa della strada più in basso e di quell’angolo di Dublino. La vista fuori era una continuazione perfetta della stanza in cui ci trovavamo. Si vedevano dei viali alberati, i palazzi di mattoni rossi tipici di Dublino, le insegne e le pareti colorate dei pub e dei negozi a livello della strada, i viali alberati, i bus a due piani, i lampioni metallici vecchio stile decorati. 

Più tempo passavo lì, più potevo guardarmi intorno e godermi l’atmosfera, fino a quando ho pensato che eravamo in un posto che racchiudeva davvero il meglio di quello che ti aspetti da una città come Dublino. Mi sentivo proprio nella Dublino artistica e letteraria che uno si immagina, e che non avevo percepito in tutti i giorni e i viaggi precedenti. Sia che guardassi dentro o che buttassi lo sguardo fuori dalla finestra, tutto sembrava una cartolina di altri tempi. Unita alle persone immerse nelle loro attività, e Alessia nei suoi dipinti, era proprio un posto ideale.

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