Viaggiare in solitaria è molto diverso dal viaggiare in coppia. All’inizio spaventa perchè non hai nessuno con cui parlare, confrontarti e tutto dipende solo da te e dalle tue scelte. Ma con il passare del tempo scopri un mondo di possibilità che in coppia non avrei assaporato allo stesso modo.
Qui trovi le esperienze più belle ed emozionanti che ho vissuto da sola:
- lunga esperienza di volontariato: da sola ho potuto stare al campus tutto il tempo che ho voluto. Non avevo vincoli di alcun tipo, giorno dopo giorno decidevo se e quanto allungare la mia permanenza. Dovevo restare un mese, ne ho passati quasi 2 qui! E qui avrei tante esperienze meravigliose da raccontare. Le trovi in questo articolo: https://www.vagabondiover40.it/il-suono-della-felicita/
- meditazione in un ashram: probabilmente questa è una delle esperienze che avremo fatto anche in coppia, ma farla in solitaria mi ha dato modo di “sperimentare” e rispettare i miei tempi. (https://www.vagabondiover40.it/meditare-in-un-ashram-a-tiruvannamalai/)
- vivere con una famiglia indiana: e sentirsi come a casa. La loro accoglienza, il loro calore e amore sono stati infiniti. (https://www.vagabondiover40.it/sentirsi-a-casa-in-una-famiglia-indiana/)
- fare ciò che sentivo: viaggiare in coppia è meraviglioso, amo farlo con il mio compagno di vita. Ma in molte cose devi raggiungere un compromesso. In solitaria ho avuto la possibilità di fare ciò che volevo e che sentivo.
- vivere la mia spiritualità: in questo viaggio ho sentito una connessione molto forte con qualcosa di divino (che non significa Dio), con la terra e con me stessa.
- bere un caffè filtrato sui gradini di un baretto scrauso e pensare: “Ca**o, sono da sola in India?! Ci sono riuscita! e soprattutto… sono serena!”. Ridere e piangere per la serenità e la consapevolezza raggiunta.
- “Sei stata a Varanasi, a Mathura e ora a Tiruvannamalai. Non è il destino di tutti arrivare in luoghi così sacri. Forse c’è qualcosa di divino che ti sta parlando“. Le chiacchiere con un ragazzo indiano in pausa pranzo che mi commuovono e mi aprono un mondo.
- tornare a Varanasi e sentire ancora quell’energia che ricordavi e che ti rende viva e serena.
- conoscere e parlare con tanti indiani e avere un’ulteriore conferma della loro disponibilità, affetto, gentilezza. Non mi sono sentita mai sola e soprattutto non mi sono mai sentita in pericolo.
- prendere i bus nel sud dell’India. Se il bus è in ritardo o cambia fermata (si, succede) l’autista ti chiama. Peccato che non sappia una parola d’inglese! Ho passato il mio telefono ad un indiano chiedendogli di farmi da interprete.
- imparare ad orientarmi: sarà una cosa sciocca ma per una che ha scarsa capacità di orientamento è stata una prova non indifferente… ma ce l’ho fatta!!!!
- parlare in inglese: mi sono sempre rifugiata dietro al mio compagno di viaggio che conosce meglio di me l’inglese. Questa volta mi sono dovuta arrangiare e devo dire che pian piano mi sembra di aver fatto dei miglioramenti.
- ultimo, ma non ultimo… il coraggio, la determinazione, la fiducia in se stessi che solo un viaggio in solitaria può regalarti.